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September 25 Grilletto Facile
Per quanto un fenomeno come Beppe Grillo posso risultare affascinante da un punto di vista sociologico, psicologico o politico, ogni tanto converrebbe andare a leggere quello che scrive e sentire quello che dice. Se i suoi detrattori o "avversari" avessero l'autorevolezza o almeno la capacità necessarie a contraddirlo sui temi concreti, probabilmente farebbero una figura più decente che nel provarci sul piano comico, come ha tragicamente dimostrato Prodi. Purtroppo proprio sul tema in cui il comico è più fuoristrada abbiamo il peggio del peggio della nostra classe politica. Sto parlando dell'amministrazione della giustizia, che prima con Castelli e adesso con Mastella è incapace di una qualsiasi risposta di senso compiuto. Continua a leggere su www.demopazzia.splinder.com August 29 Strade PuliteApril 02 Compagni di merendeSarò breve e conciso e brutale, so di poterlo essere e lo sarò.
La CEI, Bagnasco, Ruini, Ratzinger e compagni di merende hanno dichiarato che se non diciamo no hai dico non sarà più possibile dire no ad incesto e pedofilia.
Forse i signori stavano parlando a loro stessi visto che si sono dovuti vendere delle cattedrali per pagare i danni procurati dai pedofili in tonaca, forse sono loro che non sanno dire no a incesto e pedofilia. Lo stato lo sa, e le leggi che esistono per punire certi atti sono molto più severe di quelle adottate dalla curia stessa che invece ha nascosto, e se possibile, promosso chiamandoli in vaticano, i protagonisti di tutto quell'amore verso il prossimo.
January 24 Pensionati scippatori
I pensionati si ribellano! Una signora di 69 anni in provincia di Torino ruba 800 euro al vicino di casa romeno. E' evidente che si trattasse di un gesto di protesta e non di un banale furto, perchè la donna si è scattata una foto con una macchina digitale trovata nell'appartamento e l'ha poi lasciata li. I giornali dicono che la foto sia stata scattata inavvertitamente, ma io invece voglio credere in una dimostrazione di potere della categoria. I pensionati possono scippare come tutti, e anche a quelli che l'italiano medio considera scippatori di natura! E per dimostrare che era stata lei e non qualche delinquente comune ecco l'idea della la foto! Poi, tolti i panni della superpensionata, è andata a comprarsi tranquillamente un gratta e vinci dal tabaccaio sotto casa come se niente fosse e ha vinto pure 100 euro.
Naturalmente tutto si è risolto con la restituzione del malloppo e due pacche sulle spalle. Improbabile che si scatenino ronde padane anti pensionate, o che le volanti della polizia comincino a tenere sotto controllo gli assembramenti di pensionati alla bocciofila tentando di capire cosa si passano di mano. Immaginate il carabiniere che si avvicina e dice al vecchio signore "Cosa state facendo qui?". Il Pensionato :"Io sto su questa panchina dal 1928, cosa ci fa lei qui?" Occhio che questi sono scaltri!
Io consiglierei di non sottovalutarli! Hanno già tutto il potere in mano. Quello legale. Presidenza della Repubblica, Governo e Parlamento. Quello della criminalità organizzata. Provenzano non era certo un giovincello! Adesso vogliono prendere le redini anche della microcriminalità. Ci ritroveremo ottantenni che spacciano ai giardini, che riempiono di graffiti i muri grigi delle periferie, che bevono e schiamazzano dopo la mezzanotte nelle piazze delle città disturbando il sonno degli studenti sotto esame, strade del centro piene di bottiglie di Sambuca Molinari rotte, gare di velocità sui viali con Api Piaggio truccate.
Io sono per la tolleranza zero. Mettiamoli tutti dentro insieme alle altre categorie indesiderate e togliamo le castagne dal fuoco anche a questa maggioranza di governo che con la storia delle pensioni non ha ancora capito bene cosa fare. January 11 Erba
Vespa aveva già preparato lo studio col plastico della scena del delitto, invitato la squadra speciale di ospiti pronta a commentare qualsiasi massacro. Gli sponsor, dai detergenti che lavano via anche il sangue, alla serie perfetta dei coltelli miracle blade, già si leccavano i baffi. Taormina aveva già preso il treno per Como e preparato la linea difensiva: è stata la Franzoni! Sarebbe stato perfetto per lui, chiudeva una causa e ne apriva un'altra!
Ma Olindo Romano e Angela Rosa Bazzi si sono rivelati dei poppanti. Non hanno retto neppure al primo interrogatorio, non hanno assunto un consulente di immagine, non li abbiamo visti piangere. E cosi la strage di Erba che prometteva di tenere occupate reti rai e mediaset con innoque trasmissioni su un omicidio, tra un reality e l'altro si è rivelata un fuoco fatuo. Tutto finito. Si chiudono le sbarre e si torna a casa, niente più interviste alle scarpe dei vicini che non hanno né visto né sentito niente, niente più collegamenti speciali dal luogo del delitto con la voce tremante come se stesse ancora succedendo qualcosa.
Tutti i guardoni sadici del mondo dovranno aspettare il prossimo show, anche se da mediaset, Mentana sta rispolverando il delitto di via Poma, tanto per tenersi in allenamento e non farsi mancare niente.
January 03 PacsPassata la finanziaria e passato il Natale, passata l'ennesima distrazione di un caso da eutanasia, spesa qualche parola sulla pena di morte, il governo a gennaio secondo i programmi dovrebbe ricominciare dal tema delle coppie di fatto. Non so bene come faranno a trovarsi d'accordo, e sarebbe davvero curioso che ci riuscissero. Capisco l'esigenza di recuperare consenso in alcune categorie di elettori, e l'esigenza di arrivare alla fine di questa legislatura con qualche riforma che possa essere ricordata, ma è davvero questa l'occasione?
Qualcuno sa dell'esistenza della possibilità di dare un valore legale alla propria unione senza alcuna cerimonia né civile né religiosa che è già disponibile firmando dei documenti di fronte ad un testimone in un Comune qualunque? Si, si chiama "matrimonio". Senza quella firma in comune, tra l’altro, non ha alcun valore neppure il matrimonio religioso, almeno non per lo stato. Se il problema per molti è proprio il termine “matrimonio”, potremmo chiamarlo, "giuseppe", "perfierdinando" o "franco", e saremmo tutti più tranquilli.
Ma di cosa si parla quando si parla di coppie di fatto? Qual’è la motivazione che richiede una regolazione diversa del diritto di famiglia? Perchè di questo si tratta, di leggi che regolano l'istituzione famiglia. Perchè inventare qualcosa, quando si possono semplicemente modificare le leggi che già ci sono. E' la difficoltà di recidere l'unione data dalle norme sul divorzio il problema? Bene, cambiamo quelle!
Molte delle persone e dei politici che parlano di coppie di fatto si riempiono la bocca con la parola "diritti", forse per opportunismo, e dimenticano che quei diritti derivano dai doveri che la famiglia (in qualunque forma la si voglia intendere) assolve o dovrebbe assolvere. Gli sgravi fiscali, la reversibilità della pensione, gli alloggi pubblici, etc, hanno una ragione in quanto essa si assume il compito di svolgere dei compiti che per lo stato sarebbero o troppo onerosi o impossibili, e che vanno dalla cura ed educazione dei figli alla cura degli anziani, al semplice ruolo di riproduzione della società e dei suoi valori, cellula minima di quel più grande insieme di persone che ha assunto la forma di stato nazionale.
Le norme che mirano a rendere più stabili le unioni che danno vita ad una famiglia hanno lo scopo di rendere più probabile che questa assolva i propri compiti. Per ottenere certi diritti in cui lo Stato si impegna, c'è bisogno di un impegno almeno pari dall'altro lato. La reversibilità della pensione è vitalizia anche perchè alla base del matrimonio c'è la promessa di passare insieme tutta la vita. Perchè mai lo stato dovrebbe sostenere un qualunque tipo di unione che non sia in grado di svolgere certi ruoli? Perchè dovrebbe impegnarsi a sostenere un sistema di legami con pochi impegni? Perchè lo stato dovrebbe favorire questo sistema quando potrebbe rivelarsi dannoso per lo stato stesso in termini di disgregazione sociale e maggiori spese sociali connesse?
Come nel caso dell'obbligo della cintura di sicurezza, chi paga le conseguenze del danno in caso di incidente, maggiori senza cintura, non è solo il cittadino distratto o disubbidiente, ma anche la collettività dal momento che la sanità è pubblica e le spese le sosteniamo tutti insieme con le tasse. Nel caso delle unioni di fatto chi paga le conseguenze della fragilità che quel tipo di legame legittima?
Eppoi come si stabiliscono il limiti? Tre persone di qualunque sesso, che vivono nello stesso appartamento da anni, perchè non potrebbero aver diritto ad accedere ai Pacs? Qual'è la ragione che limita a due le persone che li possono sottoscrivere? Perchè non una donna e due uomini, o un uomo e tre donne, o due uomini e due donne, o una qualunque altra combinazione.
Se i Pacs (o comunque li si voglia chiamare) sono la soluzione per dare la possibilità ai gay di sposarsi credo che la soluzione migliore sia consentirgli di farlo senza inventarsi troppe storie. Se il problema è il divorzio o il diritto ereditario che si legiferi sul divorzio o sul diritto ereditario.
Se invece l’obiettivo è estendere la precarietà che si trova negli altri ambiti della vita delle persone, anche a quello sentimentale, affettivo, familiare, e legittimarlo, facciamolo pure, ma dobbiamo essere consapevoli che ciò che pensiamo di aver conquistato in questo modo non è certo una maggiore libertà, ma semplicemente l’illusione postmoderna di scelte sempre reversibili e senza conseguenze. Come se l’estensione all'ambito degli affetti e delle relazioni personali delle logiche consumistiche del mercato dei beni, e quelle di "flessibilità" del mercato del lavoro fossero conquiste sociali, e non una sconfitta di quella sfera, che dalle logiche spietate del mercato ci dovrebbe difendere. La trasformazione della famiglia in un'impresa dove abolire l'articolo 18. Ti assumo perchè adesso ti voglio bene, e adesso mi fai stare bene, ma ti posso licenziare quando voglio, senza giusta causa.
Non si tratta di essere a favore o meno dei Pacs o di una diversa concezione della famiglia. Si tratta di cercare di capire se quella sia la soluzione o se non ve ne possano essere altre. Se rimettiamo in discussione la base, dovremo rimettere in discussione tutto il resto. Quale stato sociale, quale stato, quale società? Non c'è niente di moralistico nelle intenzioni di chi scrive, solo il fastidio per la leggerezza con cui, spesso, viene affrontato l'argomento. Come se affrontare il tema della famiglia si riducesse alla creazione di un registro per chi non vuol sentirsi “sottomesso” all'istituzione "borghese" del matrimonio!
December 24 Welby e gli altriInteressante notare la contraddizione di una società in cui chi sta bene ha tutti i diritti di lenire le proprie presunte sofferenze, bevendo, assumendo stupefacenti e anche togliendosi la vita, e può farlo in tutta autonomia e dove invece chi soffre davvero, talmente tanto da non potersi neppure togliere la vita senza l'aiuto di qualcun'altro, sia costretto a vivere. Quindi se io sto bene posso uccidermi, ma se sto male non posso. Ci dev'essere in giro un misto di sadismo e di voyerismo, non si spiegherebbe altrimenti l'accanimento di molte persone nel voler impedire il cessare dei patimenti degli altri e di volerli poter vedere resistere ogni oltre umano limite tra la vita e la morte, come se quella sospensione servisse a convincerci tutti che siamo immortali.
Ancora più curioso che le pressioni più forti vengano dal mondo ecclesiastico, lo stesso che ammonisce gli scienziati ed i medici per la loro tentazione di volersi sostituire a Dio nel processo di creazione della vita (vedi fecondazione assistita, cellule staminali, etc) , ma che accetta di buon grado e anzi pretende che vite che sarebbero già concluse "naturalmente" (per volere del suddetto Dio secondo la loro più classica interpretazione) vengano prolungate artificialmente grazie alle macchine e alla scienza.
December 23 Far del beneDiffidate da chi vi invita ad esser buoni tutto l'anno e non solo per un giorno. Si lo so, è quasi Natale e la bontà in genere si riduce a qualche regalo e biglietto di auguri quindi non si corrono molti rischi, ma volevo pubblicare alcune illuminanti parole dell'etnologa Antonina Zelankova:
"Non accetto l'idea che chi è stato in passato vittima debba combattere la tentazione di trasformarsi in killer. E' chiedere troppo alla gente comune. E' normale per la vittima trasformarsi in macellaio. Il pover'uomo, cosi come il povero di spirito che tu hai aiutato, finisce con l'odiarti perchè vuole dimenticare il passato, l'umiliazione, il dolore e il fatto di aver raggiunto qualcosa grazie all'aiuto di qualcuno, e non da solo. Come sfuggire all'umiliazione? La cosa più naturale è uccidere o umiliare il tuo giustiziere o benefattore, oppure trovare qualcun altro ancora più debole per poter trionfare su di lui." (Zelankova, cit. in Bauman, Amore liquido, 2003)
Sono sicuro che il "giustiziere" abbia più mezzi per difendersi del "benefattore", anche solo per il fatto che la vendetta se l'aspetta. Forse è utile aggiungere che queste righe si trovano in un libro che parla fondamentalmente di relazioni personali e che quindi con "giustiziere" non si intende riferirsi esclusivamente a Saddam o Milosevic, con "benefattore" a Gino Strada o Padre Pio, con "vittima" Curdi o Palestinesi, e con "uccisione" non solo l'eliminazione fisica.
December 12 Agenzie di Lavoro IntestinaleLa "fuga dei cervelli" non esiste. Le migliori menti del nostro paese sono ancora tutte tra noi e lavorano alacremente per farlo andare a rotoli. Una buona parte di esse è impiegata, dirige, possiede o ha inventato, le agenzie di lavoro interinale. Il che mi lusinga visto che sono gli unici che (a volte) cercano laureati in Scienze Politiche, anche se me ne sfugge il motivo. L'unico che mi viene in mente è che chi ha studiato diritto del lavoro o psicologia o business management, ha di meglio da fare che andare a pesca di magazzinieri come fossero tonni nei mare del sud e quindi rifiuterebbero a priori un lavoro in tali agenzie.
Ora che ci penso avrei dovuto prendere la laurea in Scienza dei Magazzini, almeno mi sarei sentito appagato dai colloqui avuti con i selezionatori del personale, i gestori delle risorse umane, delle decine di agenzie in cui in questi anni ho distribuito, come fossero volantini, i miei curriculum. E mi sarei sentito ancora più appagato adesso che ho scoperto che cercano proprio dei laureati per scarrozzare pacchetti, pacchettini e pacchettoni da una parte all'altra di un quadratone di cemento disegnato da un bambino di sei anni.
Qualche tempo fa ho avuto la brillante idea di rispondere ad un annuncio. Cercavano un impiegato per un magazzino, per l'inserimento dei dati, per ordini e bolle di spedizione, per un mese. Requisiti: uso del Pc e conoscenza dell'inglese. Mi hanno telefonato subito cazzo. Credevo di aver vinto alla lotteria! Un lavoretto di un mese per metter via qualche euro. Finchè non ho parlato direttamente col responsabile dell'azienda che, dopo aver fissato la data del colloquio, mi ha spiegato che il lavoro consisteva in "movimentazione" pacchi (dev'essere un laureato in linguistica, l'ho riconosciuto subito) e che la parte di inserimento dati riguardava pochi minuti al giorno. Ha cercato persino di rassicurmi dicendo di non preoccuparmi, che non era necessaria una conoscenza approfondita del computer o dell'inglese per fare quel lavoro.
A quel punto gli ho chiesto se aveva visto il mio curriculum, gli ho detto che oltre ad essermi appena laureato ho una buona conoscenza sia del pc che dell'inglese. Pensavo che il lavoro mi avrebbe permesso di usare queste ultime se non la conoscenza di scienze politiche e sociali. Non mi sembrava chiedere troppo. Non è tanto l'umiltà del lavoro, ma la presa per il culo, a dare fastidio.
La cosa stupefacente è infatti che lui il curriculum mi ha detto di averlo visto, e probabilmente mi avrebbe anche assunto per quello. Oltre alla laurea in linguistica deve avere fatto anche un master in spreco delle risorse umane alla Bocconi.
La percentuale di persone di età compresa tra i 25 e i 44 anni in possesso di una laurea in Italia è dell' 11,5% (OCSE). I cervelloni applicati alle risorse umane devono considerare il problema dei magazzini di grande importanza per il paese se hanno deciso di impiegare consapevolmente in esso una risorsa cosi scarsa. Una persona su dieci è in possesso di una laurea e la metti in magazzino a "movimentare" i pacchi. La circolazione dei pacchi deve avere qualche ostruzione, una grossa ostruzione, quasi come un blocco intestinale, e noi laureati abbiamo la missione quasi religiosa di favorire l'evacuazione dei magazzini.
Praticamente le università italiane in collaborazione con le agenzie di lavoro stanno producendo lassativi umani
May 09 Pallonaridi Michele, allenatore in una scuola calcio della provincia di Firenze
"Il presidente della F.I.G.C. della Toscana, Mangini Paolo, succeduto a Innocenzo Mazzini diventato vice preidente nazionale (quell’Innocenzo Mazzini che nelle intercettazioni con Moggi discute amabilmente di quanto il dg Juventino sia abile nel farsi mandare gli arbitri che vuole e nel cadere sempre in piedi) in una intervista a un giornale locale in merito alla disonestà e la diseducazione del calcio giovanile dichiarò che le mele marce si isolano da sole. Disse proprio che non ci dovevamo preoccupare che la scuola calcio della Fiorentina fosse in mano ai più loschi personaggi del calcio giovanile fiorentino e che le scuole calcio meno blasonate non fossero messe tanto meglio. Disse che il calcio avrebbe espulso in maniera fisiologica certi personaggi.
Questo è tutto l’impegno che la nostra federazione mette nella lotta alla corruzione e alla disonestà nel mondo sportivo, professionistico e non. Fare vaghe e utopistiche previsioni in cui tutti i corrotti del mondo finiranno annientati dalla ventata di onestà e correttezza che da qualche tempo spazza il nostro paese. Il bene che trionferà sul male perché la natura e Dio vogliono cosi.
Viene da chiedersi perché? Moggi aveva i suoi interessi, la juventus anche, ma loro? Questi ometti della f.i.g.c., che hanno avuto come vate Innocenzo Mazzini simbolo di moralità e educazione, che cosa ci guadagnano a nascondere tutto ciò e andare a braccetto con la peggior specie dell’umanità sportiva? Il loro posto di lavoro? Lo stipendio a fine mese? E’ per questo che vendono la propria dignità e spacciano ipocrisia sui giornali con la semplicità di chi sta parlando del tempo o delle mezze stagioni? Non avrebbero avuto più rispetto dai loro figli andando a fare gli operatori ecologici o gli addetti in una mensa?
Beh, questi personaggi sono molto più orribili di Moggi, Girando e Co, fanno più schifo perché sulla dignità e l’onesta ci hanno costruito una carriera, si sono fatti portavoce di un movimento calcistico che doveva risanare un ambiente, hanno riempito le pagine dei giornali con i loro discorsi retorici fingendo di non essere a contatto con la corruzione e lo schifo del calcio che noi esterni riuscivamo solo a percepire da qui. Hanno fatto carriera parlando di onestà, loro, i disonesti!
Cosi, adesso, dopo il brasiliano del Venezia quasi lapidato per aver segnato un gol inatteso a tempo scaduto in una partita dal risultato già deciso; dopo che anni di scudetti juventini sono stati vinti sotto l’ombra del doping ma non per questo considerati invalidi; dopo il calcio scommesse del marito della soubrette più famosa d’Italia; dopo le dichiarazione di Gaucci e Zeman; dopo aver saputo che mezza Juventus (magazzinieri compresi) nell’anno della grande rimonta laziale ai danni dei bianconeri comprarono azioni della Lazio un mese prima che vincesse lo scudetto; dopo aver saputo che il sorteggio arbitrale lo faceva Moggi; dopo tutto questo, si può ancora amare il calcio?
Vale la pena amare una squadra di calcio? Vale la pena essere complici di questo triste teatrino tenuto in piedi da persone senza dignità e ladri in giacca e cravatta? Vale la pena mantenere il contatto con il bambino che c’è dentro di noi che amava i campioni di qualche anno fa e continuare ad essere tifosi? Oppure dovremmo dire la verità a quel bambino? Dire che era solo un teatro e che non esiste nessuna favola, oppure, con il rischio di spaventarlo, avvertirlo che se quella che vediamo è una favola, è una favola raccontata da orchi brutti deformi e privi di scrupoli?"
Mi permetto di aggiungere a questo articolo di Michele un'osservazione sulla complicità di giornalisti e altri personaggi dell'ambiente che sanno ma fanno finta di non sapere. Lo stesso Biscardi che dalle intercettazioni si capisce avere un rapporto privilegiato con Moggi su una base di regali di orologi da 40 milioni non sembra così fuori dal giro. E mi domando tutti gli altri che vivono a stretto contatto con le dirigenze di queste società come fanno a non sapere? E allenatori storici come Trapattoni e Sacchi che più volte hanno fatto capire con mezze parole cosa c'era dietro lo strapotere delle solite squadre perchè non hanno mai parlato chiaro? E adesso dove sono?
May 05 Previti e Moggi
«Siamo stati lasciati soli. La solitudine è enorme: a nessuno è importato niente che sia stata commessa un'ingiustizia. Ancora una volta siamo noi a dover reagire». Questa è una delle dichiarazioni dei legali di Previti ed è una delle poche ad avere un senso. E' vero, Previti è stato lasciato solo ed è un'ingiustizia, perchè almeno altri due personaggi avrebbero dovuto tenergli compagnia. Uno è il giudice Squillante che forse lo raggiungerà presto e l'altro è Silvio Berlusconi che purtroppo non lo raggiungerà mai se non nel mausoleo nel quale entrambi riposeranno l'uno accanto all'altro per l'eternità. Berlusconi durante questi anni ha dovuto scegliere se salvare se stesso e la Fininvest o salvare anche i suoi complici rischiando di perdere tutto. Ha optato per la prima. Previti sembra aver capitolato, Dell'Utri invece resiste ancora perchè si sa, ha amicizie molto più importanti di qualche industriale milanese.
Oggi salutando il parlamento (alla terza condanna ha avuto il buon gusto di dimettersi) Previti ha detto che il vero motivo per cui sta pagando è per aver combattuto la sinistra a viso aperto. O adesso la sinistra forse si combatte pagando i giudici affinchè emettano sentenze favorevoli all'azienda del principale oppure sono io che non capisco.
Qui il problema non è il carcere o gli arresti domiciliari, qui il problema è che anche quando i reati e la verità vengono accertati sembrano non contare niente. Andreotti fa gli spot per famiglie dopo essere stato giudicato colpevole di collusione con la mafia, Previti probabilmente una volta scontata la pena diverrà testimonial di qualche prodotto del mulino bianco. E' veramente sconcertante come si possano negare i fatti. Una tangente è una tangente. Ti hanno preso con le mani nel sacco abbi il buon senso di stare zitto. E che c'è chi urla più di lui, non sto a fare i nomi, tanto è il solito trio di persone che evidentemente si stanno giocando l'ultimo posto rimasto libero nel cimitero berlusconiano.
Oltretutto proprio in questi giorni alcune intercettazioni confermano tutto quello che si è sempre pensato della Juve e della gestione Moggi in particolare. Non ho usato il condizionale perchè non mi importa niente se anche questa volta tutto rimmarrà com'è, se anche questa volta i giudici non potranno fare niente. Da quelle intercettazioni è già sicuro che l'amministratore del più potente club italiano di calcio sceglieva gli arbitri per le partite della sua squadra, si arrabbiava le poche volte che non riusciva ad avere quello che voleva, segretarie venivano pagate fior di quattrini perchè lavorano in stanze nelle quali si vengono a sapere troppe cose, giornalisti chiedono quali arbitri dovranno essere promossi o bocciati con la moviola della domenica sera, per non parlare del sistema di gestione mafioso familiare della metà dei calciatori di serie a e b.
L'arroganza con cui si risponde alle accuse è ancora più rivoltante delle accuse stesse, cosa del resto valida anche per il caso Previti,. Finirà forse come col processo doping. Accertato il reato, si trova il capro espiatorio, e non ci passa neanche per l'anticamera del cervello l'ipotesi di una squalifica o di una penalizzazione almeno sportiva. Quelle son cose per piccole squadrette. Eppoi casomai ti beccassero a scommettere clandestinamente puoi sempre andare a condurre qualche popolare trasmissione o fare qualche spot. La tv diventerà il mezzo di recupero e rieducazione per i criminali, invece che in una cella rinchiudiamoli tutti nel tubo catodico degli studi di buona domenica
Sarebbe utile che anche nel mondo degli opinionisti che contano si iniziassero a prendere posizioni un po' più nette invece di lasciare sempre correre, di parlare d'altro, o di minimizzare. Basterebbe che venisse usata la stessa durezza che si usa con chi brucia le bandiere, si mi basterebbe che per la prossima settimana tutti i giorni venissero dedicate 6 o 7 pagine su tutti i giornali nazionali e tutte le aperture dei tg alle accuse verso questi personaggi, e che nei prossimi anni ogni volta che si pronunci il nome di uno dei soggetti coinvolti se ne ripercorra tutto il curriculum giudiziario. E' troppo?
Americani
Di americani ne ho conosciuti tanti grazie all'erasmus. E li ho conosciuti nell'anno di inizio della seconda guerra del golfo. Quando sono tornato in Italia faticavo a spiegare l'idea di superficialità che la maggior parte di questi ragazzi sprigiona da tutti i pori. Eppure erano universitari e tra l'altro tra i più open minded (come direbbero loro) visto che studiavano all'estero. Ma la sensazione era che non avessero idea di cosa stessero parlando quando l'argomento era la guerra, il medio oriente, ma anche addirittura l'europa. Ho sentito con le mie orecchie chiedere se Parigi fosse vicina a Mosca.
Ieri un articolo su repubblica riporta uno studio americano secondo il quale il 63 per cento dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni non saprebbero trovare sul mappamondo neppure l' Iraq. Ma neanche la Lousiana dove l'anno scorso New Orleans è stata spazzata via dall'uragano Katrina.
Quando si parla di americano medio si parla di una persona che non sa cosa esista al di fuori dei confini nazionali e spesso neanche al di fuori della piccola cittadella in cui vivrà per tutta la vita. La loro televisione ed il loro cinema non gli raccontano di mondi lontani, terre sconosciute, culture affascinanti. Il loro cinema e la loro televisione mostrerà essi sempre e solo il loro magnifico paese. Tutto ciò di cui hanno bisogno, o pensano di aver bisogno si trova entro i loro confini.
Per un paese che si propone e che vuole essere la guida delle democrazie mondiali credo sia un problema non da poco. Purtroppo credo sia difficilmente risolvibile vista la vastità del paese, l'ignoranza di chi lo guida, lo stato dell'istruzione pubblica.
Sapere che Mosca e Parigi sono nello stesso continente ma in stati diversi e lontani costa negli USA molti anni di studio e molte migliaia di dollari.
April 22 Corsi di Felicità
I corsi di psicologia positiva mi hanno sempre fatto venire il sospetto di una presa per il culo. Mi fanno pensare ai corsi di autostima per venditori in crisi, o ai santoni che predicano agli adolescenti nelle scuole (Donnie Darko). Mi vengono in mente assurdi decaloghi letti su improbabili giornali di salute, benessere e affini. Mi vengono in mente Pollyanna e Jovanotti. Possibile che per essere felici dobbiamo mettere il cervello in un piattino ed offrirlo al primo Guru che passa?
Tutto questo mi è balenato nella testa appena ho letto il titolo "La felicità ora si studia al college". Il fatto che parlasse di Harvard, Stati Uniti non mi aiutava per niente a prendere sul serio l'argomento. Ma queste cose mi incuriosiscono, anche solo per vedere fin dove si può spingere la mente umana.
Leggendo mi sono dovuto ricredere in parte. Saranno stati i cinque anni del ministero Moratti, ma leggere che "se il compito della scuola è formare i giovani affinchè diventino degli adulti solidi e realizzati, significa che dobbiamo anche provare ad aiutarli e istruirli sul fronte dei sentimenti, dei rapporti personali, del benessere emotivo","bisogna lavorare su autostima, empatia, amicizia, amore, ottimismo, ma pure creatività, spiritualità, musicalità e senso dell'umorismo" e "ricordare che frustrazione e paura sono sentimenti naturali e che la felicità dipende da come siamo dentro, non dal nostro conto in banca" da parte del rettore di Harvard mi è sembrata una boccata d'ossigeno. Il rettore del Wellington college sostiene che infatti nonostante negli ultimi trentanni i consumi e il possesso di beni siano cresciuti i giovani di oggi sono mediamente più infelici.
Se da una parte è vero che molti giovani sono meno felici perchè più nessuno insegna loro ad esserlo, né la scuola, né i nonni, né tanto meno i genitori, è anche vero che parte dell'infelicità generazionale è dovuta al fatto che viviamo in un'era in cui non esiste più nessuna grande utopia in grado di far pensare ad un futuro migliore. A differenza dei nostri nonni, e anche dei nostri genitori noi siamo convinti che il mondo nel quale cresceranno i nostri figli sarà peggiore di quello in cui siamo nati. L'unico futuro migliore possibile è quello personale, ma diventa sempre più difficile scegliere il proprio in una offerta infinità di possibilità tutte ugualmente raggiungibili e sempre più frustrante cercare di raggiungerlo qualunque esso sia e che ce la si faccia o meno.
Se ridare alla scuola il suo compito di educare gli individui a diventare persone in grado di pensare autonomamente, dare il giusto peso alle cose, rapportarsi in modo corretto con gli altri è fondamentale per tenere insieme una società e non solo come certi ministri vorrebbero per creare lavoratori frustrati e alienati, certo non ci si può illudere che tutto si risolva con dei corsi di autostima. Anche perchè qui stiamo parlando di Harvard, non della scuola media Giuseppe Verdi o dell' Istituto Tecnico Leonardo da Vinci.
In realtà neppure servirebbero corsi di psicologia positiva. La letteratura, la musica, l'arte e anche la matematica, queste discipline contengono in se quello che viene invece somministrato sotto forma di pillola o integratore nel corso di pensiero positivo. Servirebbe solo insegnarle nel modo corretto, con passione, costruire un ambiente nel quale gli insegnanti possano interagire con gli studenti e gli studenti tra loro, e credo sia anche più semplice che proporre esercizi di respirazione a tredicenni che credono di essere onnipotenti.
Umberto Galimberti nella stessa pagina esprime molto meglio di me il rapporto che può sussistere tra insegnamento e felicità, ne cito quindi alcuni spunti.
"Per sua natura la felicità non può essere uno stato perenne anche se chi è felice solitamente ignora il limite, o per lo meno non lo percepisce come ostacolo. Immerso nel tutto, in una condizione che tende ad ignorare la separazione, chi è felice vive quella sensazine di totale integrità dove indistinta diventa la percezione della differenza tra sé e il mondo, tra sé e l'altro. Freud chiama questa condizione "fusione". Se questa è la natura della felicità escludiamo che la si possa trasmettere per via di insegnamento, ma affermiamo anche che si possono insegnare le condizioni per il suo accadimento. Di questo si occupa la "pratica filosofica", molto diffusa nei paesi anglosassoni, dove si sta recuperando il concetto di filosofia come cura dell'anima e governo di sé.
Per gli anitchi greci felicità e infelicità sono fenomeni dell'anima, la quale prova piacere o dispiacere a seconda che si senta o non si senta realizzata. La realizzazione di sé è il fattore decisivo per la felicità. Ma per l'autorealizzazione occorre esercitare quella virtù capace di fruire di ciò che è ottenibile e di non desiderare ciò che è irraggiungibile. Quindi la "giusta misura". "Kata Métron", dicevano i greci, come contenimento del desiderio, della forza espansiva della vita che, sensa misura, spinge gli uomini a volere ciò che non è in loro potere, declinando così il proprio "demone", la propria disposizione interiore non nella felicità, ma nell'infelicità, che quindi è il frutto del malgoverno di sè e della propria forza, obnulata dalla voluttà del desiderio.
Non dunque una felicità come soddisfazione del desiderio e neppure una felicità come premio alla virtù, ma virtù essa stessa, come capacità di governare se stessi per la propria buona riuscita. In questa accezzione la felicità è insegnabile. E a questo insegnamento si applica la pratica filosofica che ora incomincia a muovere i primi passi anche in italia."
L'immagine è "Happines?" di Jsem Blisenec
p.s. FELICE week end a tutti March 28 Lonsdale e Neonazi
Mi era sempre sfuggito il motivo per cui felpe e magliette della Lonsdale fossero tanto popolari tra i giovanotti di destra oltre che tra i tifosi laziali. Il mistero mi è stato svelato da un articolo apparso sul The Indipendent e tradotto su Repubblica la settimana scorsa e da una breve ricerca si internet.
Una delle ragioni di questa passione neonazista per il marchio sarebbe dovuta al fatto che aprendo la tipica giacca bomber nel modo giusto è possibile esporre solo le sole lettere centrali del marchio: "NSDA". Solo una lettera in meno di NSDAP, l'acronimo di Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei, il partito di Hitler
Ciò indurrebbe secondo me a porre un'eccessiva fiducia nelle conoscenze storiche della maggiorparte dei trogloditi, soprattutto dei nostrani. Comunque sia il nome dell'azienda niente ha a che fare col nazismo. Lord Lonsdale era un signore che organizzava incontri di boxe all'inizio del novecento, era presidente del National Sporting Club of Britain e diede il nome alla Lonsdale Belt, cintura che spettava a chi avesse difeso per tre volte consecutive con successo il titolo.
Questa simpatia però sta procurando dei danni all'azienda. Un vero e proprio bacio della morte. I gruppi neonazisti olandesi responsabili di attacchi a scuole musulmane e moschee vengono ormai identificati con il marchio della marca di abbigliamento. Succede quindi che l'ingresso in molti pub e locali non è permesso a chi indossa magliette con il marchio inglese. Diverse scuole già lo vietano e una cittadina del sud sta pensando di metterlo al bando. Adesso la più grande azienda di vendita per corrispondenza a livello europeo, la Quelle ha annunciato che sta prendendo in considerazion l'ipotesi di escludere i prodotti Lonsdale dal proprio catalogo perchè la "Quelle vuole prendere le distanze da qualsiasi moda associata all'estremismo. Noi intendiamo confutare qualsiasi ipotesi che possa farci considerare, attraverso la vendita di questi prodotti, alla stregua di sostenitori degli estremisti di destra". Dalla Lonsdale, nota comunque per le sue campagne contro l'estrema destra, come il rifiuto di fornire outlet tedeschi frequentati da estremisti di destra, la creazione di un osservatorio sul razzismo, e la campagna Lonsdale loves all colours, non commentano.
Cosi, mentre il resto d' Europa li sbatte fuori dal mercato, dagli outlet, dai pub, dalle scuole, e non vuole neppure i loro soldi, noi li facciamo rientrare in parlamento dalla porta principale. Forse il tentativo di Quelle di lasciarli nudi non servirà a stroncare il fenomeno però è già un passo avanti.
Facciamo una lista di indumenti da togliere dagli scaffali in modo da eliminare l'estremista di destra a colpi di influenza e polmonite?
March 24 Eutanasia
L'eutanasia è un tema che tocca ognuno di noi in un modo talmente personale e profondo per cui sembra difficile poterlo usare come terreno di scontro o di propaganda. Chiunque sia stato a contatto con dei malati terminali, per il lavoro che svolge o per la disgrazia di aver avuto persone care che se ne sono andate a causa di malattie incurabili, non può assistere a dibattiti del livello di quello a cui ho assistito mercoledi sera su La 7 senza chiedersi se chi vi partecipa sappia veramente di cosa sta parlando, oppure lo utilizzi solamente come un campo di battaglia come un altro.
Si parlava di eutanasia infantile, e della legislazione olandese in proposito. La parlamentare europea olandese in collegamento ha spiegato con semplicità cosa preveda quella legge. Prevede cioè che si possano far cessare le sofferenze di neonati o bambini che non hanno nessuna aspettativa di vita, affetti da malattie incurabili che procurino atroci sofferenze, con il consenso unanime dei genitori, di tre dottori e di un magistrato. Si può essere d'accordo o meno ed i motivi possono essere i più diversi. Ma cosa c'entra l'eugenetica?
Perchi non lo sapesse con il termine eugenetica si intende quella disciplina scientifica volta al perfezionamento della specie umana attraverso lo studio e la selezione dei caratteri fisici e mentali ritenuti positvi e la rimozione di quelli negativi. La pratica e lo sviluppo di tale disciplina raggiunsero il culmine nell' America degli anni venti e durante il nazismo, quando fu utilizzata nel famigerato progetto per la "purezza della razza ariana".
L'eutanasia è invece una pratica che procura la morte in maniera non dolorosa a persone o animali, in genere allo scopo di eliminare la sofferenza negli ultimi momenti della vita. Essa consiste in genere nella somministrazione di sostanze tossiche che portano alla cosiddetta "dolce morte" del paziente.
Giovanardi, di fronte all'incredula parlamentare olandese, sosteneva che la legge sull' eutanasia fosse l'inizio di una rinascita dell' eugenetica. Secondo lui quella legge permetterebbe di sopprimere bambini down o con malformazioni, e sarebbe solo l'inizio che poi potrebbe autorizzare a selezionare e uccidere i bambini in base ad altre caratteristiche, quali il colore degli occhi o dei capelli ad esempio, perchè se la definizione di chi ha diritto a vivere spetta ai genitori o a un magistrato tutto può succedere.
Quando la signora olandese ha fatto notare con molta compostezza che quello di cui stavano parlando non corrispondeva alla realtà del suo paese, che non avevano il diritto di dipingere l'Olanda come uno stato nazista, è stato risposto dal ministro che esiste il diritto di critica e che come lui ha il diritto di criticare gli USA per la pena di morte così ha il diritto di criticare l'Olanda per l'eutanasia.
Visto che non hanno permesso la replica, replico io per quei pochi che leggeranno. Il diritto di critica chiunque ce l'ha, ma sarebbe giusto criticare un paese per la legislazione che ha, non per quella che nei nostri incubi immaginiamo.
La pena di morte uccide non chi sta già morendo e soffrendo ma chi ha commesso un reato, e la definizione di reato è socialmente determinata, per cui quello che oggi è un reato domani potrebbe non esserlo più, o quello che oggi non lo è domani potrebbe diventarlo. Nel primo caso chi avesse già pagato con la morte non potrebbe essere certo resuscitato. La definizione di reato è molto più interpretabile di quella di malattia terminale, per cui oggi si può dare la morte ad un terrorista e domani ad un oppositore politico, in un paese si può uccidere un ladro e in un altro un infedele. Premesso quindi che tra pena di morte e eutanasia corre un abisso, non ho comunque mai sentito pronunciare a Giovanardi le parole per cui la legislazione penale americana sia "degna di uno stato nazista."
E' stato chiesto al ministro allora cosa pensasse di una legge che invece si riferisse solamente a bambini affetti da malattie incurabili con aspettative di vita di qualche settimana o qualche mese, caratterizzati da dolori insopportabili e sofferenza, e lui ha candidamente risposto che "finchè c'è vita c'è speranza", e che malattie che una volta erano incurabili adesso si curano, e se l'eutanasia ci fosse sempre stata ci saremmo già estinti. Avrebbe potuto aggiungere "finchè la barca va lasciala andare", o "non c'è più la mezza stagione", vista la profondità delle argomentazioni.
Evidentemente non è a conoscenza del fatto che l'eutanasia c'è e c'è sempre stata, è solamente sommersa, nascosta, il che è ben diverso dal dire che non esiste. Dire che si può trovare una cura ad una malattia in una settimana o in un mese è evidentemente di una superficialità disarmante se detto in buona fede. Sappiamo che per ogni medicinale ci vogliono anni di sperimentazione prima di poter essere somministrati ai pazienti e sappiamo anche che nel caso in cui si sapesse della sperimentazione di nuove cure nessun genitore autorizzerebbe la morte del proprio figlio, meno che mai medici e magistrati.
Ci sarebbe da discutere e molto sull'eutanasia ma non certo in questi termini.
Il mio personalissimo parere è che ognuno di noi dovrebbe essere libero di decidere sul cosa fare della propria vita. Come nessuno può impedirmi di togliermi la vita adesso che sto bene e posso farlo con le mie forze, tanto meno dovrebbero impedirmelo se mi dovessi ritrovare un giorno ridotto ad un vegetale, o peggio ancora a passare intere giornate urlando di dolore senza alcuna speranza di guarire. Esiste l'obiezione di coscienza per i medici che non volessero eseguire tale pratica, nessuno obbligherebbe nessuno a sentirsi un omicida. Esistono già in molti paesi moduli da firmare quando ancora si gode di buona salute contro l'accanimento terapeutico. Questo impedisce già che si venga tenuti in vita artificialmente contro la propria volontà. Si tratta solo di fare un passo in più. Se volete vedere un bellissimo e toccante film sull'argomento vi consiglio "Million Dollar Baby".
Per quanto riguarda l'eutanasia infantile ci possono essere aspetti molto più controversi, in quel caso infatti non sarebbe la volontà del paziente a determinare la cessazione della vita, ma si tratta pur sempre di casi estremi e vi invito a mettervi nei panni di chi vede il proprio figlio straziato da una malattia senza cura, che oltre a renderne brevissimo il tempo di vita ne rende impossibile la sopportazione se non (in alcuni casi) con la somministrazione di droghe.
Credo che siano temi da trattare con estrema sensibilità, visto che riguardano morte e sofferenza, sentimenti e legami, e vi invito gentilmente a lasciare i vostri pareri e a discuterne se ne avete voglia.
Grazie March 09 Piedi Puliti
Oggi voglio pubblicare una lettera che credo verrà inoltrata anche ad alcuni giornali ed altri siti su iniziativa di un allenatore che lavora nel calcio giovanile da dieci anni e di un genitore preoccupato della situazione. Questa lettera denuncia la sistematica applicazione di metodi da calcio professionistico a bambini dagli 8 ai 12 anni, bambini che non avrebbero neppure l'età per lavorare ma di cui già si sfruttano a fini di lucro i sogni e le speranze. Per questo vi prego di leggerla, perchè non riguarda il calcio, ma tutti i bambini, e quindi tutti noi ed il nostro futuro. Grazie
"Nel calcio giovanile, che se non lo sapete è una specie di gioco di ruolo per adulti frustrati, girano un po’ di soldi senza troppe regole. O meglio, le regole ci sarebbero, ma come da costume italiano vengono ignorate tranquillamente con il beneplacito di chi dovrebbe far rispettare tali leggi, cioè la F.I.G.C. Le cose stanno cosi. Ma molti non lo sanno.
Vediamo di fare un esempio,io sono un allenatore di una società professionistica che chiameremo Atletico Topolinia e quindi mi sono fatto un certo nome e un certo prestigio tra le varie società della zona. Anche se di solito si diventa allenatori delle società professionistiche lavorando come osservatori e cacciatori di talenti, ma mettiamo che io sono un allenatore tecnicamente bravo e che non ho fatto strada disonestamente.
Questo nome e prestigio potrei usarlo in vari modi, ma il modo in cui viene usato più spesso è il seguente. Io allenatore di successo vengo interpellato da una società non professionistica che chiameremo Real Paperopoli per fargli da procacciatore di talenti, cosi con la mia aria professionale telefono ai genitori di alcuni bambini promettenti della zona, ma non abbastanza promettenti per venire a giocare nel mio Atletico Topolinia, e gli dico che sono interessato ai loro figli. La scontata risposta dei genitori è solitamente di eccitazione e cosi si fissa un appuntamento.
A questo appuntamento io esprimo il seguente concetto. Lo metto tra virgolette ma è ovvio che è un ipotesi solo molto realistica riportata da molti genitori e non un intercettazione telefonica.
“Noi seguiamo da un po’ di tempo suo figlio e ci pare che abbia dei buoni numeri per andare avanti nel mondo del calcio, però è ancora acerbo dal punto di vista tecnico per giocare in una squadra professionistica. Cosi se lei è d’accordo potremo mandare suo figlio nel Real Paperopoli a fare un po’ d’esperienza e appena sarà pronto farà il grande salto e verrà a giocare nel prestigioso Atletico Topolinia. Ovviamente i dirigenti del Real Paperopoli le riconosceranno un rimborso spese da concordare”. Se il genitore accetta anche a me sarà riconosciuto un “rimborso spese” dalla stessa società. Il bambino in questione avrà un età variabile tra gli 8 e i 12 anni e spesso non arriva mai a giocare nella società professionistica.
A questo punto vi chiedo, vi sembra normale che un genitore prenda dei soldi per far giocare il proprio bambino in una squadra invece che in un'altra? Spesso sradicandolo da realtà piccole e familiari dove il bambino ha affetti e amicizie e portandolo in squadre anche lontane dalla propria città incidendo in modo negativo sullo studio e sulla vita del bambino stesso. E vi sembra normale che esistano personaggi che guadagnano soldi mettendo in scena una triste e patetica versione di un procuratore di serie A giocando con i sogni e l’educazione dei bambini?
Se la cosa vi sembra assurda non preoccupatevi, è normale e avviene quasi ogni giorno. Sui bollettini della F.I.G.C. della Toscana di qualche anno fa vi è riportata la squalifica di alcuni dirigenti e allenatori di una delle società professionistiche più famose della zona (che ovviamente non è l’Atletico Topolinia) a seguito di una denuncia da parte di una madre. La vicenda andò esattamente come vi ho descritto poco più sopra
Tali personaggi dopo aver scontato una ridicola squalifica di un anno sono approdati in branco a un'altra prestigiosa società professionistica della zona e continuano il loro lavoro di educatori e istruttori di sport allenando squadre di bambini di 7 o 8 anni. E ovviamente continano a contattare genitori e bambini tranquillamente. La federazione che fa? Ovviamente nessuna indagine, la squalifica di cui sopra non fu certo opera del lavoro di alacri esponenti federali che cercavano di ripulire il mondo del calcio giovanile, ma solo la conseguenza della reazione di una madre indignata e preoccupata. Questa è la situazione, ma sui giornali finiscono solo le risse sugli spalti tra genitori o il pestaggio degli arbitri, cose gravi ovviamente, ma se vogliamo veramente migliorare il livello educativo dello sport italiano sarebbe bene cominciare a emarginare certi personaggi.
La teologa tedesca Dorothee Solle che non c’entrava niente con il calcio scrisse:
”NON POSSO SPIEGARE COSA SIA LA FELICITA' AD UN BAMBINO, MA POSSO SEMPRE DARGLI UN PALLONE"
Sarebbe l’ora che gli adulti restituissero quel pallone ai bambini."
March 01 Mangiate gattiE così ieri è morto di aviaria il primo gatto. Ci invitano a stare tranquilli. Certo, intanto gli scienziati come se niente fosse confessano di non sapere quasi niente di questo virus. Non sono nemmeno sicuri che siano gli uccelli migratori a trasmetterlo. La diffusione del virus infatti non ha seguito i flussi migratori ed è comparsa qua e la a macchia di leopardo... saranno i leopardi i veri colpevoli?! E' sicuro che in via teorica il virus può passare all'uomo visto che si è scoperto poter contagiare cani e gatti.
Non dobbiamo comunque allarmarci, e nemmeno disfarci di tutti i nostri animaletti domestici, non sono pericolosi, basta non starne a contatto troppo ravvicinati. Magari potremmo affittare una casa di campagna appositamente per i nostri cani ed i nostri gatti ed andare a trovarli di tanto in tanto. E' molto più sicuro infatti mangiarli, magari cotti, visto che sopra i 75 gradi il virus muore.
Comunque sia vedere ministri, conduttori e conduttrici televisive, giornalisti, mangiare il pollo con la faccia tronfia e gonfia in tv è stata una delle scene più pietose a cui abbia mai assistito. Se pensano ti tranquillizzarci cosi si sbagliano di grosso, a me sembrano solo il sintomo di una specie in via di estinzione. Guardateli bene, c'è qualcosa di folle in tutto ciò. Io continuo a mangiare pollo, ma se c'è qualcosa che mi mette l'ansia è proprio questo cercare di rassicuraci a tutti i costi. Anzi vederli in giacca e cravatta a fauci aperte, mentre con la bocca piena bofonchiano "mangiate pollo" mi fa passare l'appetito, non solo per il pollo ma per qualsiasi cosa. Vedere uno sciacallo che divora una carcassa è più invitante.
Adesso aspetto solo di vedere Sposini che a fine tg5 afferra un cosciotto di gatto, addentarlo in diretta e dopo averlo declutito assicurarci che "è anche buono"
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