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March 12 Il treno dei desideri all'incontrario va
E' bello scoprire dei vecchi rivoluzionari come Piero Ottone (editorialista di Repubblica ed Espresso), che ancora credono che sostenendo tesi impopolari, senza stare troppo a chiedersi che cosa si sostiene in realtà, si riesca a farsi considerare degli anticonformisti invece che dei tromboni. E allora ecco arrivare il signor Ottone in difesa delle Ferrovie dello Stato, che, poverette, sono costrette ad aumentare il costo dei biglietti per ben due volte in pochi mesi.
In un articolo di giovedi scorso, da un rapido confronto con Francia e Germania emerge come in continente i prezzi dei treni siano sensibilmente più alti. Provate a dire a Ottone che il servizio offerto non è neppure paragonabile, che in Italia abbiamo ancora vetture che vanno a gasolio, tratte ad una sola linea, che i treni sono perennemente in ritardo, sporchi, sovraffollati, e lui vi risponderà che il "consumatore" sarà ben felice di pagare anche il doppio in cambio di un sistema ferroviario del livello francese o tedesco. Ma come può Trenitalia offrire lo stesso servizio alla metà del prezzo? E' ovvio che si debba pagare di più.
Ovvio pagare in anticipo un servizio che ancora non c'è? Gli utenti in pratica dovrebbero pagare di più in modo che il maggior guadagno possa essere reinvestito chissà quando per adeguare la linea ferroviaria italiana agli standard europei mentre intanto continuano a viaggiare con gli standard italiani, di 40 anni fa però. Ed io che pensavo che le imprese ed il mercato funzionassero alla rovescia, che si investissero in anticipo dei soldi, anche prendondoli in prestito, per riuscire a rientrarne in seguito e trarne anche dei profitti se l'investimento fosse riuscito. Pensavo che il capitalismo fosse nato cosi, proprio con le banche e il rischio d'mpresa. Altrimenti che "impresa" sarebbe?!
Ma forse la rivoluzione è proprio questa, con il pagamento anticipato di un servizio che non c'è forse si vorrebbe intendere una sorta di azionariato popolare. Se io col mio biglietto del treno contribuisco all'ammodernamento di Trenitalia, magari a fine anno parteciperò all'assegnazione dei dividendi, all'assemblea dei soci, all'elezione del consiglio di amministrazione. Si ecco forse insieme al biglietto del treno compriamo delle azioni e nessuno ce lo ha detto!
January 23 Il ponte sullo strettoUn cinese, Adili Wuxiuer, (vedi articolo su corriere.it), ha trovato la soluzione al ponte sullo stretto. Attraversare a piedi un cavo d'acciaio di 3.650 metri attaccato a due piloni dell'Enel sui due estremi dello stretto. Come da tradizione il made in china molto più economico del made in italy. Si risolverebbe anche l'annosa questione delle infiltrazioni mafiose nelle opere pubbliche. Che speculazione ci potra mai essere su un cavo d'acciao?! Certo se dovesse farcela dovrà iniziare a guardarsi le spalle. Non è cosi sicuro "rubare" il lavoro a migliaia di onesti mafiosi e architetti e ingegneri fantasiosi! |
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