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    May 30

    Amministrative

     
     
    E così l'avviso di sfratto non è arrivato. Si deve essere perso per strada, si sa come funzionano le poste. Berlusconi invece se l'è presa con Fini e Casini.
     
    Delle quattro città più grandi del paese tre sono andate al centro sinistra e una al centro destra. Esattamente come 5 anni fa, con qualche piccola differenza però. A Roma e Torino sono stati quasi dei plebisciti in favore dei sindaci di centro sinistra in carica. Fa quasi tenerezza vedere Buttiglione bocciato con appena il 29 per cento dei voti. Alemanno a Roma ne ha raccolti un po' di più ma sempre ampiamente al di sotto del quaranta per cento. A Napoli la Iervolino che di certo non è un capo carismatico ha preso il 57 per cento. A Milano la Moratti è stata eletta col 52 per cento dei voti, 5 punti in meno del suo predecessore, sempre di centro destra, Albertini.
     
    Nel centro destra adesso si minimizza la sconfitta in pubblico e davanti alle telecamere mentre dietro le quinte si prendono a bastonate.
     
    Ho sentito riproporre la storiella dell'italia divisa in due, che sottintende che ci sia un Italia povera e fannullona che vota Unione ed una invece "produttiva" che vota centro destra. Capisco che possa tornare utile a chi la propone, e visto che nel caso era Castelli che milita in un partito che se non facesse leva su questa presunta divisione non esisterebbe si capisce ancora di più. Capisco anche che il risultato delle politiche potesse suggerire una semplificazione cosi gretta, ma nel caso delle amministrative mi sembra che sia una teoria che fa acqua da tutte le parti.
    Prima di tutto Torino, a meno che non l'abbiano spostata su proposta della Lega a causa appunto delle preferenze elettorali della città mi risulta che sia sempre al Nord, come ci stanno anche Genova e Venezia e perchè no anche Bologna che mi pare stia in piena pianura Padana tutte con sindaci di centro sinistra. In secondo luogo Torino e anche gli altri capoluoghi di regione amministrati dall'unione non sembrano certo città non proprio economicamente depresse.
     
    Discorso a parte merita Roma. Sembra che in Italia non sia molto importante, soprattutto per chi perde, riuscire a governare la capitale del paese. Negli altri paesi europei (Inghilterra a parte) è invece sinonimo di prestigio e spesso aver ricoperto il ruolo di primo cittadino della capitale permette di aspirare successivamente alla guida del paese. Oltretutto, nonostante la retorica del Nord macchina trainante dell' economia italiana, è proprio Roma la città con il più alto tasso di crescita del paese. Ho sentito La Russa analizzare il voto assegnando all' "abile mossa" di Veltroni di farsi ricoverare in ospedale e votare in pigiama all'interno dello stesso il ruolo decisivo nell'orientamento politico dei due milioni di elettori romani. Veltroni uno dei politici più umili del nostro paese, che non ha neppure affisso cartelloni con la propria faccia ovunque, accusato di spettacolarizzare il voto in una città dove nella coalizione di centro destra c'erano liste come Forza Roma, Amore per Roma, Avanti Lazio e candidati omonimi di famosi calciatori, e dove il candidato sfidante si lanciava in dichiarazioni come quella della demolizione della nuova Ara Pacis, e in slogan come "in nome del popolo romano". Alemanno ha minimizzato dicendo che poco più del quaranta per cento di tutti gli abitanti di Roma hanno votato per Veltroni, ma visti i numeri non credo che sarebbe stato eletto neanche se fosse passato a prendere gli elettori uno per uno fino a farli votare tutti.
     
    Non credo infatti che sia molto felice neppure l'idea di tirare in ballo l'astensione. E' vero che sicuramente una quota maggiore di astensionisti sia in linea di principio di centro destra ma non tutti. Inoltre se non sono riusciti a farsi votare da chi tendenzialmente ti sostiene non credo ci sia troppo da vantarsene e non si può neppure addossare la colpa all'avversario che certo non lavora per far restare a casa chi non lo vota.
     
    Il livello di astensionismo e la sconfitta del centro destra dice secondo me un'altra cosa e cioè che l'ossessione per Berlusconi ce l'hanno proprio loro. Sono gli elettori di destra che non vanno a votare se non vedono Berlusconi sulla scheda o ogni 5 minuti in televisione. L'accusa secondo la quale gli elettori di centro sinistra sarebbero solo animati dall'odio e dall'invidia verso Silvio e che votino solo per cacciarlo non sta in piedi dal momento in cui proprio a sinistra c'è una maggiore partecipazione al voto anche in consultazioni dove invece il nostro carissimo ex premier non c'entra un tubo.
     
    Questa volta in realtà gli è andata male pure dove ci aveva messo la faccia, cioè Napoli, il comune che avrebbe dovuto essere più incerto. Era pure capolista.  Mi piacerebbe vederlo in consiglio comunale a parlare di rifiuti e di inceneritori ma purtroppo non credo che ci andrà.
     
    Inviterei infine elettori ed eletti del centro sinistra a prendere le elezioni locali e anche gli eventuali referendum per quello che sono e a non fare quello che fece quel genio lungimirante di D'Alema che si dimise dopo la sconfitta nelle regionali. Berlusconi ha perso tutte le elezioni avvenute durante la sua legislatura (europee a parte) e giustamente non si è mai dimesso. Una volta tanto mi piacerebbe che prendessero esempio.
     
     
     
    May 08

    Elezioni per il Quirinale

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    Tra un'ora circa ricomincia il circo. A dire la verità dovrebbe essere una cerimonia solenne, ma si sa che nel nostro paese tutto si trasforma in commedia se non in farsa.
     
    Ma veniamo al dunque. Alle 16 iniziano le elezioni per il capo dello stato. Gli elettori sono 1010, tutti i parlamentari di camera e senato più tre delegati eletti da ogni consiglio regionale (uno per la Val D'Aosta). Per le prime tre votazioni è richiesta la maggioranza dei due terzi, quindi 674 voti. Dalla quarta in poi la meta dei voti più uno, cioà 506. Non c'è un limite alle votazioni, si può andare avanti all'infinito. Scalfaro nel 92 fu eletto alla 26esima solo probabilmente solo per rispondere all'attentato che uccise Falcone e la sua scorta. Sulla carta l'Unione ha 541 voti e la Cdl 460, i restanti sono i senatori a vita e gli indipendenti.
     
    La situazione politica con la quale ci si arriva, come ho anticipato è simile ad un circo.
     
    Il candidato numero uno per l'Unione era D'Alema. Ampi settori del centro destra sono favorevoli alla sua elezione, sia fuori dal parlamento che dentro. Fuori Ferrara, Cossiga ma anche Confalonieri (presidente di Mediaset)  stanno facendo apertamente campagna elettorale per il presidente dei DS. Dentro al partito di FI lo stesso Berlusconi che si gonfia il petto davanti all'opinione pubblica minacciando scioperi fiscali e prospettando una dittatura comunista in realtà starebbe facendo in modo che l'Unione lo elegga, soprattutto contrapponendo a D'Alema la sola candidatura di Letta, inaccettabile per l'Unione. Le parole che filtrano dai vari vertici sono chiare. La garanzia maggiore secondo Berlusconi sarebbe che "D'Alema ha un ego ipertrofico che mira ad avere il consenso di tutti" e se lo dice lui che se ne intende come dargli torto. Berlusconi sa che D'Alema al Quirinale è la migliore assicurazione per la sua leadership nel centro destra. Si dice che Bondi fosse allibito e che per la prima volta abbia chiesto al suo presidente se fosse sicuro di quello che diceva. Berlusconi ha impostato tutta la sua campagna sul fatto che il vero capo dell'Unione fosse D'Alema, quindi non potrà permettersi di votarlo o di dichiarare apertamente un voto in suo favore, ma nel segreto dell'urna alle votazioni per il presidente della camera sono usciti 100 voti per il diessino e non venivano dal centro sinistra che aveva votato compatto per Bertinotti. D'Alema secondo Berlusconi e Confalonieri è anche un'assicurazione su Mediaset e questo nelle priorità di Silvio e del suo partito potrebbe avere una certa importanza.
     
     
    Fini e Casini stanno però cercando sponde in Rutelli per l'accordo su un candidato diverso proprio per evitare di rafforzare la leadership di Berlusconi e arrivare alle prossime elezioni con un candidato diverso. Sembra che sia nata così la candidatura dell'ultimo minuto di Napolitano (vedi scheda). Un membro storico dei Ds, senatore a vita, già presidente della camera, certamente adatto all'incarico e soprattutto meno esposto mediaticamente di D'Alema. Ma l'iniziale disponibilità a votare Napolitano da parte della Cdl, venuta fuori da un incontro a cui erano presenti Fini, Casini e Letta, sta già venendo meno, e in questo caso l'Unione ripiegherà su D'Alema. Che stia prevalendo la linea Berlusconi-Confalonieri-Ferrara?
     
    Resiste in qualche angolino la candidatura di Amato, sostenuto soprattutto da ambienti vicini al vaticano, mentre la Rosa nel Pugno si appresta a votare Emma Bonino o Umberto Veronesi. Altri nome nella lista da cui era stato "estratto" Napolitano erano Dini, Marini e Monti.
     
    A questo punto, soprattutto al primo scrutinio può venir fuori di tutto. Un po' come quando ci si iscriveva agli esami universitari scrivendo il nome a penna in un elenco affisso e ci si divertiva a sentire il professore chiamare all'esame nomi del tipo di Gabriel Omar Batistuta o Tito Traves. In una precedente elezione, nell'85 quattro voti andarono a  Licio Gellie nel 92 qualcuno votò Sofia Loren, figuriamoci cosa puor venir fuori da una legislatura come questa dopo lo spettacolo a cui abbiamo assistito per l'elezione dei presidenti delle camere.
     
    Proprio mentre stavo scrivendo questo post è arrivata la dichiarazione che al primo scrutinio la Cdl voterà Letta. Un primo voto quindi per contarsi fare qualche schermaglia e forse per mandarsi qualche messaggio. Invito però a prendere la candidatura di Letta come un via libera a D'Alema mascherato da opposizione dura e pura. Il secondo passo indietro di D'Alema che in una vita precedente dev'esser stato un gambero potrebbe non essere servito a niente.
     
    Sono aperte le scommesse!
    April 19

    Finalmente

     

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    Ha vinto l'Unione. Lo ha confermato la Cassazione pronunciandosi sul dato nazionale relativo al voto per la Camera del 9 e 10 aprile. Al centrosinistra sono andati 19.002.598 voti, alla Cdl 18.977.843. La differenza tra le due coalizioni secondo la Cassazione è di 24.755. Il dato indicato precedentemente dal Viminale era di 25.224, 469 voti in meno.

    Finalmente dopo quasi dieci giorni dal voto abbiamo i dati ufficiali. Quello che è considerato uno dei migliori ministri dell'interno della Repubblica ed il governo dei record ci hanno regalato anche questo primato. In questi giorni abbiamo sentito balle di tutti i tipi. Dalle schede contestate che da 70.000 sono diventate 5.000, a fantomatiche sezioni in cui gli elettori di Forza Italia sarebbero passati da 1096 a 96 (una sezione ha tra i 700 e i 900 iscritti), da voti che non andrebbero conteggiati perchè a Calderoli non piacciono, al voto all'estero da ripetere perchè a Tremaglia non piace. Gli stessi dati "ufficiali" sono stati stravolti a piacimento per poterci leggere quello che si voleva.
     
    Mi preme sottolineare solo due punti.
     
    E' falsa l'affermazione del centro destra secondo cui sarebbero maggioranza nel paese. Calcolando tutti i voti (anche Val D'Aosta, Trentino ed estero) nessuna delle due coalizioni ha la maggioranza assoluta in nessuna delle due camere, quindi la CDL è al massimo maggioranza relativa (di circa 140.000 voti) tra gli elettori di età superiore ai 24 anni (senato) e minoranza tra tutti gli elettori aventi diritto (camera) dove l' Unione ottiene circa 130.000 voti in più.
     
    E' falso che la maggioranza degli italiani vorrebbe ancora Berlusconi presidente del consiglio. Se consideriamo che An e Udc si erano presentate agli elettori chiedendo un voto per governare in prima persona con i loro segretari si deve supporre che chi li ha votati volesse Fini e Casini premier e solo chi ha votato Forza Italia e altre liste collegate volesse Berlusconi quindi circa il 28 per cento contro il 49,7 degli elettori che invece hanno votato per Romano Prodi presidente.
     
    E adesso sarebbe l'ora che la smettessero Berlusconi e le sue appendici come Bondi, Bonaiuti e Cicchitto di parlare di larghe intese e inciuci vari. Per anni hanno gettato fango sulla politica degli inciuci e dei compromessi sostenendo che questi erano i metodi della sinistra, facendosi belli agli occhi dei duri e puri e dei qualunquisti. Berlusconi ha affermato che se Prodi non cederà alle sue richieste non smetterà di parlare di brogli e di considerare queste elezioni un inganno. Bondi ha persino proposto Prodi al governo e Silvio presidente della Repubblica. Questi non meritano neanche di presiedere un assemblea di condominio spero che ci dimenticheremo presto di questa marmaglia.
     
    Speriamo che se ne vada con le buone altrimenti tocca mandargli lo sfratto.
     
     
    April 11

    Aggiornamento Risultati

     
    Con lo scrutinio dei voti degli italiani all'estero sono definitivi anche i risultati del Senato.
     
    Senato: Unione 159 seggi CDL 156 seggi
     
    L'Unione ha quindi la maggioranza in entrambe le camere.