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March 03 The Constant Gardener
E' da qualche giorno che ho visto questo film, e ho pensato che non sarei riuscito a togliermelo dalla testa se non scrivendone. Si tratta di The Constant Gardener o Il Giardiniere Tenace, tratto dall'omonimo libro di John Le Carrè, un film di denuncia e insieme un thriller politico, costruiti su il legame indissolubile che lega i due protagonisti e la loro storia d'amore.
Justin e Tessa, non si incontrano in un liceo, o su una nave da crociera, o in un albergo di lusso, si incontrano ad una noiosa conferenza stampa sulla guerra in Iraq, dove Justin, funzionario diplomatico inglese ha appena finito di balbettare notizie e giustificazioni riguardo all'intervento militare. Le tende che oscurano la sala si aprono su Londra ed il Tamigi. E' a quel punto che Tessa prende la parola e perde la calma, e mentre gli altri giornalisti se ne vanno, inveisce contro il mite Justin, Ralph Fiennes, ponendogli domande a cui lui non ha nessun titolo per rispondere.
Nasce cosi una storia d'amore tra due persone che più diverse non potrebbero essere, con atteggiamenti così diversi nei confronti della vita, ma con un legame così forte che però il lavoro finirà con l'allontanare. Justin freddo, distaccato dal mondo e austero come quell' Inghilterra che lui rappresenta. Tessa, impulsiva, passionale, interpretata da una straordinaria Rachel Weisz. Il suo attivismo politico e la passione con cui si batte non possono andare d'accordo col ruolo istituzionale del marito. Il titolo del film si riferisce infatti a Justin che una volta trasferito in Africa come membro dell'Alto Commissariato Britannico in Kenya insieme alla moglie, finirà col perderla e dedicarsi alle piante per compensare quell'assenza e imbavagliare i suoi pensieri anzichè far di tutto per farsi coinvogere dalle indagini della moglie, che peraltro non avrebbe mai permesso che ciò accadesse.
La tenacia del giardiniere si manifesterà solo dopo la morte di Tessa, quando la caparbietà nell'indagare sulle cause della sua morte rappresenteranno il modo in cui Justin cercherà, seppur tardivamente di recuperare il rapporto con la moglie, di ricreare quell'alleanza che si era incrinata a causa dei troppi segreti, di riscoprire l'entusiasmo e il motivo del suo amore, di placare il senso di colpa per non essere stato al suo fianco nel momento della morte.
Agli opposti dei due protagonisti si sovrappone il contrasto culturale, accentuato dalla splendida fotografia della pellicola, tra un' Inghilterra fredda e triste e un Africa soleggiata, accecante con i suoi mille colori così accesi e sgargianti. Il contrasto tra il trattamento riservato dall' Europa e dal mondo "civilizzato" a questo continente, e l'allegria, la voglia di vivere, l'orgoglio e la dignità del popolo africano, la meraviglia dei luoghi, e la ricchezza della loro cultura, un contrasto così forte che marchia a fuoco chiunque ci sia stato e gli rende impossibile dimenticare portando dentro di se la nostalgia infinita di un ritorno alle proprie origini.
E' importante che un film così intenso, ben diretto da Fernando Meirelle e magnificamente interpretato dai due protagonisti, abbia come tema il problema degli investimenti delle case farmaceutiche per la ricerca sui medicinali, dell'utilizzo della popolazione indigena come cavie per la sperimentazione dei farmaci, e soprattutto l'esagerato costo delle medicine che le rende inaccessibili alla quasi totalità della gente, aggravando le epidemie di HIV, tubercolosi e malaria, che uccidono milioni di persone ogni giorno. E' importante soprattutto che passi l'idea che non è fanta-politica, ma la realtà, ed è soprattutto con mezzi come questi che se ne diffonde la conoscenza. E' una vergogna che non può passare in silenzio e che non può lasciare insensibile chiunque abbia un minimo di coscienza. Non possiamo liberarci dal senso di colpa con un sms di carità.
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